Preventivo del trasloco 

Prima di traslocare, è sempre utile chiedere un preventivo alla ditta che si ha scelta: o ancora meglio, inviare diversi preventivi con un anticipo di almeno uno o due mesi rispetto alla data dello spostamento, per valutare quale sia il migliore. Per comprendere meglio che tipo di prezzi e servizi può offrire una ditta di traslochi, può essere utile consultare blog specializzati come www.specialistitraslochi.it

Per non arrivare impreparati e fare una scelta ponderata, il consiglio è quello di chiedere i preventivi almeno uno o due mesi prima di traslocare, anche di più se si vuole traslocare all’estero.

In questo modo si avrà la possibilità di valutare con calma prezzi e servizi. Non dimenticate di chiedere con un certo anticipo il preventivo, ma soprattutto di specificare esigenze particolari (ad esempio se la casa è al terzo piano e non ci sono ascensori, è possibile che venga fatto pagare un surplus per l’uso di piattaforme per l’elevazione, o comunque per la difficoltà oggettiva del trasloco). Ma quali sono le singole voci da tenere in considerazione e che possono aumentare il costo del trasloco? Vediamole.

Le voci del preventivo

Le voci da prendere in considerazione nel valutare i preventivi sono:

  • La durata del trasloco. Bisogna chiarire fin dall’inizio quanto tempo potrà prendersi il trasloco.
    Anche il periodo può giocare un aumento del prezzo: per esempio i traslochi in alta stagione sono più costosi, se si vuole risparmiare qualcosa è meglio farli in bassa stagione, quindi non durante il periodo estivo delle vacanze.
  • Quantità e tipo di beni di traslocare.
    La quantità dei beni ma anche la tipologia (presenza di beni speciali e delicati come pianoforti, strumenti da lavoro) incidono molto sul costo, ovviamente. Bisogna quindi essere precisi circa la quantità dei colli e il loro peso, quando si chiede il preventivo, perché si tratta di costi che vanno ad influire sul prezzo finale del trasloco.
  • Imballaggio. L’imballaggio è uno dei punti sui quali è possibile risparmiare, in quanto risulta meno costoso se è fatto da sé per quanto possibile. Si possono usare cartoni e giornali o riviste per imballare i beni, sempre ricordandosi di scrivere sopra gli scatoloni che cosa contengono. In questo modo il trasloco sarà in primis più rapido, e in secondo luogo anche più economico.
  • Servizi richiesti. A volte vengono richiesti dei servizi in più, come per esempio lo smontaggio di mobili o il rimontaggio una volta giunti nella casa nuova, o il servizio di pulizia. Va tenuto presente che non tutte le ditte eseguono questo tipo di servizi.
    Se però li si richiede, è bene conoscere in anticipo che costo avranno.
  • Costo degli attrezzi e dei mezzi di trasporto per il trasloco. Hanno un ovvio impatto sui costi anche le spese per l’uso di attrezzi specifici (pensiamo per esempio all’uso di montacarichi) e dei furgoni che vanno noleggiati per trasportare i beni.
    Inoltre se c’è bisogno di trasportare prodotti speciali, di grandi dimensioni o delicati, l’azienda dovrebbe essere munita anche degli attrezzi ad hoc che ovviamente comportano un aumento dei costi. Se l’azienda non dispone dei mezzi necessari e li deve a sua volta noleggiare, il costo lievita.
  • Occupazione del suolo pubblico. Se si usano piattaforme o scale elevatrici per il trasloco, c’è anche una tassa di occupazione del suolo pubblico che in genere viene richiesta dall’azienda, ma ovviamente viene pagata dal cliente.
  • Assicurazione. È sempre consigliabile fare un’assicurazione sui beni che si trasportano. Il preventivo dovrebbe quindi tenere conto anche dell’assicurazione sull’eventuale danneggiamento dei beni in caso di trasloco. Ricordate che la ditta non è obbligata a fornire la copertura assicurativa, ma è sempre consigliabile chiederne una.