Parquet di bamboo: ti spiego perché sceglierlo, come viene lavorato e quali sono le tipologie disponibili sul mercato

In questi ultimi anni il bamboo è diventato un prodotto sempre più utilizzato nel settore dell’arredamento sia in Italia che all’estero.

Cosa lo rende unico e diverso rispetto al parquet tradizionale in legno? 

Senza ombra di dubbio la sua resistenza, durabilità e l’alto valore ecologico.

Se stai ristrutturando casa e ti piacerebbe utilizzare il parquet di bamboo continua a leggere questo articolo dove ti spiego perché scegliere questo materiale, in che modo viene lavorato e quali sono le tipologie attualmente disponibili.

Pavimenti in bamboo: una scelta responsabile.

Il bamboo è prima di tutto una scelta responsabile in quanto non si reca nessun danno al pianeta, anzi si contribuisce a salvare le foreste che pian piano stanno sparendo.

Questo aspetto si unisce alla gradevolezza estetica e al valore funzionale del parquet in bamboo, che oggi è consigliato da un numero sempre più alto di architetti sia per le abitazioni che per locali commerciali.

In Cina ed in Giappone queste materiale è utilizzato da millenni per la realizzazione di mobili, pannelli e, infine, del parquet.

Parquet bamboo: caratteristiche strutturali.

Il bamboo ha numerose proprietà che nel settore edile sono ampiamente apprezzate:

1 . Velocità di crescita

Il bamboo rispetto al legno tradizionale ha dei tempi di crescita minori dal momento che non è un albero ma una pianta, rispetto a quello che crede la maggioranza.

In soli 12 mesi il bamboo riesce a raggiungere anche i quindici metri di altezza e già dopo tre anni è pronto per essere tagliato e lavorato: normalmente un albero ha bisogno di circa vent’anni per essere considerato pronto.

Il bamboo non deve essere ripiantato ma si genera da solo, non ha bisogno di concimi ed è presente in natura in diverse specie: in particolare quella utilizzata per il parquet è phyllostachys pubescens.

 

2 . Contrasta l’inquinamento.

Come fa il bamboo a contrastare l’inquinamento?

Questa pianta è in grado di imprigionare più di diciotto tonnellate di anidride carbonica per ettaro di terra in dodici mesi: è così che il bamboo contribuisce  al raggiungimento del giusto equilibrio tra anidride carbonica ed ossigeno.

3 . Resistente e flessibile.

Il bamboo è resistente e flessibile e nonostante sia una pianta acquatica è molto più resistente della quercia al punto che in Cina viene utilizzato per la costruzione di grattacieli e ponti.

4 . E’ sempre verniciato.

il bamboo è venduto già verniciato e dunque non ha bisogno di essere trattato o lavorato ulteriormente.

Tipologie e posa dei pavimenti in bamboo.

Il bamboo, quando non è trattato, ha un colore simile al legno chiaro; quello scuro invece è ottenuto tramite un processo di carbonizzazione che agisce sugli zuccheri presenti e modifica il colore.

In base al tipo di trattamento ricevuto, all’utilizzo e al tipo di posa abbiamo:

  • Il parquet orizzontale, con le asticelle orientate in senso orizzontale rispetto al piano di appoggio al fine di mettere in evidenza i nodi tipici del bamboo;
  • Il parquet verticale, in cui le asticelle sono posizionate in senso verticale rispetto alla superficie di appoggio. In questo caso si crea un solo strato, quindi i nodi del bamboo sono meno visibili;
  • Il parquet pressato, in cui le aste sono pressate per dare al prodotto finale maggiore durezza rispetto alle altre due tipologie.

Pavimenti in bamboo: tipologie di posa.

Esistono diverse tecniche di posa utilizzate per il parquet in bamboo, le principali sono:

  • Posa a colla, utilizzata di solito nelle nuove abitazioni e che consiste nel fissare tramite colla il pavimento direttamente a terra;
  • Posa flottante, che non utilizza la colla ma collega i listoni attraverso connettori speciali. Ovviamente questo sistema è molto più rapido e veloce rispetto al precedente;
  • Posa con chiodi e viti, metodo meno utilizzato in quanto poco pratico.